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Come capire se il prezzo di un’opera è corretto

La Redazione · 8 min di lettura

Il prezzo dell’arte sembra un mistero. Non deve esserlo: ecco il metodo che usiamo in galleria.

C’è una domanda che chi entra per la prima volta in una galleria non fa quasi mai ad alta voce: perché questo costa così? Il silenzio intorno ai prezzi dell’arte è una tradizione antica e, diciamolo, comoda. Quando il criterio non si vede, la cifra può essere qualsiasi: la stessa tela può valere trecento euro su un tavolo di mercatino e tremila in uno spazio con l’illuminazione giusta. Non è sempre malafede. Più spesso è assenza di metodo: nessuno ha mai chiesto a quel prezzo di giustificarsi.

Su MOSTRA il metodo c’è, ed è in chiaro. Ogni prezzo nasce da una formula che chiunque può leggere: base più altezza, in centimetri, moltiplicate per il coefficiente dell’artista, per dieci e per un moltiplicatore di mercato. Un’opera di cinquanta per settanta di un’artista con coefficiente 0,6 e moltiplicatore 1,3 arriva così a 936 euro. Non è una cifra scesa dal cielo: è una misura, e come tutte le misure si può discutere — ma a partire da qualcosa.

Il coefficiente è la parte che racconta la persona. Viene assegnato in fase di selezione e cresce con il percorso: mostre, vendite, continuità di produzione. Il moltiplicatore, invece, lo stabilisce la redazione guardando la domanda e il formato. Due numeri, entrambi dichiarati, entrambi rivisti nel tempo — mai al ribasso per fare cassa, mai al rialzo per fare scena.

La formula, da sola, non basta. Prima della pubblicazione ogni prezzo passa in curatela, e lì le domande sono tre. È coerente con il percorso dell’artista? È coerente con opere simili già in galleria? Regge il confronto con ciò che accade fuori, nelle fiere e negli studi? Se una risposta è no, il prezzo torna indietro con una nota. Capita più spesso di quanto si pensi, e quasi sempre la conversazione migliora la cifra — in un senso o nell’altro.

C’è infine una regola che vale più di tutte: il prezzo unico. La stessa opera costa uguale ovunque la incontriate — qui, nello studio dell’artista, altrove. Per chi colleziona è una protezione semplice e potente: nessuno sta pagando meno di voi per lo stesso lavoro, e il valore di ciò che comprate non dipende dalla vostra abilità di contrattare. Dipende dall’opera.

La prossima volta che aprite una scheda su MOSTRA, cercate la riga in piccolo sotto il prezzo: definito con il pricing guidato e approvato in curatela. Non è una formalità. È tutto quello che abbiamo scritto qui, compresso in una frase.

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